Girls power sì ma non così, Ocean’s 8

Allora, questa volta parliamo un po’ di Ocean’s 8…I film al femminile mi piacciono. Ma mi piacciono anche i grandi personaggi al femminile. Cioè creare un cast stellare tutto al femminile e non predisporre per queste stars un ruolo adeguato mi sembra un vero spreco: quand’è che Helena Bonham Carter non farà la parte della strana e della svampita?

Il cast è stellare (Sandra Bullock, Cate Blanchett, Helena Bonham Carter, Rihanna, Mindy Kaling, Anne Hathaway, Sarah Paulson, Awkafina) ma qualcosa è andato storto nella creazione dei personaggi: Rihanna, ad esempio, è un hacker dal nome di Palla Nove con i dred. Lei fa la cantante ed è scusata ma credo che anche le battute assegnatele siano fuori luogo. Anche Cate Blanchett, Lou, che fa la spaccona sembra proprio la protagonista di una brutta recita. Eppure il suo talento è indiscutibile.

La gente in sala se la rideva alla grande. Ma la sensazione era che non ridesse tanto per le battute ma per la cattiva riuscita del film. E dire che con un cast del genere ci si aspettava un gran film.

Gli unici pro che trovo sono Sandra Bullock e i suoi meravigliosi, lunghissimi capelli. No, a parte gli scherzi.

Lou, Cate Blanchett, fastidiosa e spaccona, un personaggio femminile di quelli che odio. Quelli che per fare la donna forte assumono tratti e comportamenti mascolini. Per me è no. Di Helena Bonham Carter ho già detto: il suo lo fa anche bene, ma sarei tanto curiosa di vederla in altri ruoli. Anne Hathaway fa il suo: le è stato assegnato il ruolo dell’attrice diva e capricciosa e lei lo fa bene. Rihanna l’avrei evitata volentieri, ma c’è da dire che lo sceneggiatore non l’ha aiutata per nulla; Awkafina devo ammettere che non la conoscevo ma per il poco che ha fatto, l’ha fatto bene: il suo forse è uno dei pochi personaggi che salverei. Nel film è una scippatrice di grande talento: sfila orologi dai polsi della gente che è una meraviglia. Mindy Kaling, nei panni di Amita, è l’esperta di diamanti, grazie alla quale si riesce a portare a casa la collana Cartier, quindi il suo personaggio è in perfetto pendant con il contesto. Sarah Paulson fa la mamma-ricettatrice, donna di grande intelligenza, è riuscita a dare un minimo di profondità ad un personaggio che non l’aveva.

Un film all’insegna dell’aurea mediocritas, di quelli che se l’avete visto va bene ma se non lo avete fatto non vi perdete molto.

Questo, almeno, è il mio pensiero, aspetto di sapere il vostro.

Saluti!

Eleonora

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