Uno zombi per amico, Fido

Buonasera! Raiplay a volte ci sorprende in maniera positiva e questa è stata proprio una di quelle: Fido, un film del 2006 di fantascienza che ha ottenuto uno dei peggiori incassi di sempre ma che io vi consiglio vivamente. La storia, ambientata negli USA degli anni ’50, è quella di un mondo in cui, dopo una guerra contro gli zombi, gli uomini vivono in zone altamente protette dove conducono una vita pressocchè normale. Se non fosse che hanno come domestici degli zombi. Tutto questo grazie alla Zomcon, società che ha inventato un collare elettrico per tenerli a bada e che allo stesso tempo si occupa della sicurezza nazionale. Tutti nel quartiere hanno almeno uno zombi, tutti tranne la famiglia di Timmy Robinson. La madre, decisa a non sfigurare con le ricche signore del vicinato, decide di acquistarne uno suscitando la preoccupazione del marito, ossessionato dai funerali, e anche del figlioletto, già vittima dei bulli della sua scuola.

Tutto inizia a cambiare quando Timmy capisce che lo zombi può diventare un suo amico (il padre lo ignora e gli altri bambini lo prendono in giro) e lo porta così al parco per giocare a baseball. Però, quando lo zombi va a recuperare una palla finita tra i cespugli, Timmy lo trova che sta “mangiando” la vicina. Lo porta via immediatamente, ma i soliti due bulletti iniziano a infastidirlo, lo zombi prontamente interviene ed ecco che tra i due nasce una grande amicizia che porta il bambino a dare un nome allo zombi: Fido.

Timmy sa però che deve nascondere il cadavere dell’anziana signora: quando lo zombi di qualcuno morde una persona i proprietari finiscono nella zona selvaggia, ancora abitata dagli zombi. Lo seppellisce sotto un giardino ma non riesce ad evitare che la signora morta si rianimi, facendo ricominciare l’epidemia. La Zomcon si mette ad indagare e dopo svariati tentativi trovano lo zombi colpevole: Fido, peccato che ormai tra Timmy, Fido ed anche la mamma di Timmy si sia instaurato un legame molto stretto, motivo per il quale la famiglia Robinson non riesce a lasciare andare Fido. Timmy si ingegna per liberarlo dalla fabbrica della Zomcon in cui era stato portato e anche i suoi genitori accorreranno a salvarlo. Il padre darà a vita per salvare il figlio. Il cattivo della situazione, il generale della Zomcon che aveva allontanato Fido, viene morso da uno zombi e non potrà così fare altro male a nessuno.

Incredibile a dirsi ma il film finisce con un lieto fine, nonostante la morte del padre, la signora Robinson e Timmy vivono felici e sereni con Fido al loro fianco. Ovviamente questo lieto fine è possibile se si pensa che il padre era chiaramente una persona anaffettiva che faceva di tutto per non passare del tempo con la famiglia e che non ha mai avuto un vero rapporto con il figlio e addirittura non si era accorto dello stato interessante della moglie. I due sembrano quasi liberarsi di un peso che per tutta la vita non ha fatto altro che pensare alla morte. In un mondo in cui i morti tornano in vita come zombi, solo alcuni possono permettersi un funerale e il papà di Timmy ne era ossessionato, al punto da aver aperto un mutuo per pagare il suo e quello dei suoi cari. Al contrario, Timmy e la signora Robinson non erano spaventati dall’idea di diventare zombi.

In questo film ci sono dunque molte metafore relative alla vita da morti e alla morte da vivi: Fido pur essendo ufficialmente morto riesce ad amare, a voler bene a Timmy e a dimostrarlo; al contrario il padre ufficialmente vivo sopravvive in attesa della morte. E lui che l’aveva tanto desiderata alla fine del film la trova lasciando liberi Timmy e la mamma di vivere serenamente la loro vita.

Bisogna ammettere che è senz’altro originale, di solito gli zombi sono semplicemente dei nemici spaventosi da annientare, in questo caso, in uno strano passato distopico, gli uomini riescono a sfruttarli tenendoli a bada e facendoli diventare dei servi. C’è senz’altro un po’ di cinismo in questo e anche nel modo in cui si affronta la morte. Bisogna avere un funerale. Un gravissimo crimine è quello di seppellire qualcuno senza il consenso della Zomcon e i pochi funerali concessi costano un occhio della testa, ma ovviamente in un mondo in cui si rischia di diventare combi dopo morti tutti vorrebbero essere seppelliti, peccato che poi la Zomcon non avrebbe più zombi da vendere come domestici. È la Zomcon che si dovrebbe occupare di tenere a bada gli zombi già esistenti e allo stesso tempo è quella che li vende ai facoltosi del paese, dunque è chiaro che non ha di certo il reale interesse di estinguere gli zombi esistenti. Un mondo in cui la morte ha perso tutto il suo valore e con essa lo hanno perso anche i rituali ad essa legati ma, allo stesso tempo, sembra che non siano cambiati nello stesso modo il valore della vita, vissuta lavorando il più possibile per potersi permettere un funerale.

Oltre a questo nel film vengono messi sotto la lente d’ingrandimento anche i rapporti interpersonali, a partire da quelli strettamente famigliari, che sembrano non essere soddisfacenti per nessuno, tanto che alla fine Timmy e la signora Robinson sono felici con il loro Fido e, addirittura, un’altra famiglia preferisce avere il padre in versione zombi che non reale.

E voi? Lo vorreste uno zombi fedele servitore? Io un pensierino ce lo sto facendo…

Un saluto,

Eleonora.

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2 risposte a "Uno zombi per amico, Fido"

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  1. Avevo già sentito nominare “Fido”, ma non l’ho ancora visto. Peccato che sia così snobbato, perché mi sembra un film originale con un tocco di humor nero. Anche se non sono grande fan dei film di zombi, questo mi sembra una perla!
    Grazie per la recensione!

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