L’inferno in terra, Colonia

Buonasera! Dopo un post su film allegri e spensierati passiamo direttamente a qualcosa di un po’ più tosto: Colonia.Colonia è un film del 2015 di Florian Gallenberger in cui vengono raccontati gli orrori avvenuti a Colonia Dignidad, presunta «comunità dedita alle opere di bene», ma nella realtà una vera e propria setta a capo della quale c’era Paul Schäfer, chiamato Pius, impersonato da Michael Nyqvist (il protagonista di Uomini che odiano le donne).

I protagonisti della storia, ambientata in Cile durante il colpo di stato di Pinochet, sono Lena (Emma Watson) una hostess tedesca e Daniel (Daniel Brühl) fotografo e artista che, appassionatosi alla causa di Allende, crea i manifesti in suo favore. I due si ritrovano in Cile e dopo i primi giorni di amore e serenità ecco che si sprofonda nel caos e nell’angosce quando Pinochet prende il potere. I due vengono arrestati mentre tentavano di fuggire e vengono portati nello stadio nazionale di Santiago del Cile, dove Daniel viene riconosciuto da un informatore come un sostenitore di Allende, cosa evidentemente non gradita. Daniel viene preso e portato via su un’ambulanza, mentre Lena viene lasciata libera. Disperata comincia a chiedere informazioni su dove potessero averlo portato, prima, ai compagni di partito che le consigliano di lasciar perdere, e poi, in ufficio di Amnesty, dove l’addetto le spiega cos’è Colonia Dignidad.

Ma lei è decisa a riprendersi il suo fidanzato e va con coraggio a riprenderselo in quella setta, entrando a farne parte. Immediatamente, comprendiamo che qualcosa non va in questa comunità: quando Lena si avvicina ai confini nota che è circondata da alte mura e filo spinato e addirittura qualcuno la osserva mentre si avvicina al cancello. Lì viene prontamente accolta da Gisela, la sorvegliante della camerata femminile, che la porta da Pius dopo averle sequestrato il passaporto. Da qui in poi, si susseguono scene che non consiglio ai deboli di cuore, sono un vero e proprio pugno nello stomaco: non ci sono scene splatter o continua violenza, ma la percezione che sia tutto sbagliato e ingiusto ci accompagna per tutto il resto del film ed è impossibile non lasciarsi coinvolgere e restare turbati per ciò che si vede.

Prima scena agghiacciante: mentre Lena aspetta il suo turno per parlare con Pius, esce proprio dall’ufficio di quest’ultimo un bambino che piange e cammina in modo un po’ strano. Come tutti, Lena si avvicina gli chiede cosa non vada ma ecco che la madre arriva a riprenderselo e lo sgrida perché sta piangendo. Non è difficile intuire cosa sia successo a quel bambino in quell’ufficio e il fatto che la madre lo sgridi rende il tutto ancora più sgradevole. Ecco quindi che è il turno di Lena, a cui il capo della setta chiede se abbia il demonio dentro di sé, se si tocchi o menta. Subito dopo viene accompagnata da Gisela nella camerata femminile dove le viene assegnato un letto, dei vestiti, delle bende per fasciarsi il seno (il reggiseno viene ritenuto uno strumento demoniaco) e delle scarpe (delle scarpe che indossava, Gisela dice che la facevano sembrare una sgualdrina), e lì “conosce” le altre ragazze. Ho messo tra virgolette conosce perché in realtà nessuno la guarda, la saluta o si avvicina a lei, nessuno a parte Doro con cui si crea un rapporto di amicizia e le confida che era fidanzata e si sarebbe sposata. Cosa assai strana perché Gisela aveva spiegato a Lena che uomini e donne vivevano rigorosamente separati. Incuriosita Lena chiede in che modo possano anche solo vedersi e Doro le spiega che si erano conosciuti durante una sfilata mista.

Nel frattempo, il povero Daniel era stato torturato nei sotterranei della setta e ritenuto incapace di intendere a causa delle scosse elettriche viene mandato a lavorare presso un fabbro all’interno della colonia.

Lena invece iniziava ad abituarsi ai serratissimi ritmi di lavoro imposti da Gisela, che infida avendo notato che tra Doro e lei si era creato un rapporto cerca di capire cosa le abbia detto e Lena, senza sapere ahimè di fare un gran danno, le riporta che Doro era innamorata e fidanzata.

Ed ecco la seconda scena agghiacciante: Doro andava punita in una adunanza degli uomini, riunioni di tutti gli uomini. La misoginia di Pius viene fuori nel più squallido dei modi, per lui le donne sono vacche, troie et similia. La ragazza, inginocchiata su un tavolo, viene insultata in tutti i modi e poi schiaffeggiata, prima da Pius e poi picchiata orrendamente da tutti gli uomini della setta, fin quasi alla morte. Ad osservare questa scena anche un bambino, lì perché Pius adorava sentirlo cantare, e Lena che sfuggita al controllo di Gisela cercava di capire come trovare Daniel e poi fuggire con lui ed è proprio lì che lo vede per la prima volta dopo tanto tempo.

Non sapendo in quale altro modo far sapere a Daniel che anche lei è lì, Lena combina un grosso guaio, un vero peccato: fa il bagno nuda in un torrente. Finisce anche lei in un’adunanza degli uomini, ma il pestaggio viene bloccato dall’allarme che indica che qualcuno stava cercando di scappare: è Daniel che, non sapendo della presenza di Lena nella setta, stava cercando la via di fuga.

Terza scena ancora più agghiacciante: dopo aver parlato con Lena, dimostrandosi misericordioso, si vede Pius che dirige un coro di bambini con solo dei pantaloncini addosso. Mentre cantano ne sceglie tre che vanno a fare la doccia e subito dopo di vede che, mentre tutti gli altri continuano a cantare, Pius entra nella doccia con loro.

I nostri due protagonisti nel frattempo sopportano la vita nella setta fino a quando si offre loro l’occasione di incontrarsi: ci sarà la visita del presidente e una sfilata mista accompagnerà la sua auto all’ingresso della colonia. Ed è proprio lì che i due si rivedono e Lena riesce a dare di nascosto a Daniel un foto che li ritrae insieme. In quel momento si danno appuntamento per vedersi quella sera al casotto delle patate dove Lena aveva il turno di notte per pelar patate. Quella sera, mentre parlavano, Daniel scopre casualmente una botola che conduce a dei sotterranei, gli stessi in cui era stato tenuto prigioniero e torturato. Durante il giorno riesce anche a scattare delle foto e al successivo turno di notte di Lena i due decidono che devono fuggire.

A questo punto io mi fermerei. Non voglio togliervi il gusto di vedere il finale: riusciranno a scappare? E come? Vi dico solo che non è stata una passeggiata e che devono fuggire non solo da Colonia Dignidad, ma dal Cile perché considerata la connivenza del governo cileno con le attività della setta, che tra l’altro riforniva il dittatore di armi e gas sarin, non sarebbe stato sicuro rimanere.

La storia narrata da questo film è travolgente e devastante. Dopo la fine del film, soprattutto dopo la prima visione al cinema, ci vuole un attimo per riprendersi. E dunque direte voi, perché farsi del male e guardare un film del genere?

  1. Perché tutti dovrebbero sapere. Si tratta di una storia vera e anche se non è un documentario, ha avuto e ha il merito di aver acceso i riflettori su un pezzo di storia che addirittura il governo tedesco ha tentato di nascondere per lungo tempo. Dopo averlo visto ho cercato un po’ di notizie e informazioni, anche perché devo ammettere la mia ignoranza riguardo alla storia del Cile, e ho trovDSC_0933ato anche un bel documentario su Youtube di cui vi lascio il link nel caso vogliate vederlo: https://www.youtube.com/watch?v=WBoE3dre0aI ;
  2. Perché il dvd sul sito della Feltrinelli costa solo 6,99 e potrete ampliare la vostra collezione di filmoni belli;
  3. Perché in questo film Emma Watson è la vera protagonista e si nota quanta strada abbia fatto dai tempi in cui impersonava Hermione e credo che non tutte le attrici avrebbero scelto di recitare in un film del genere, quindi chapeau!

 

Come al solito aspetto i vostri commenti,

Eleonora.

 

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